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    6/17/2009

    Midnight

    [Midnight...questo è il titolo che gli diedi nella notte tra sabato e domenica...non volevo pubblicarlo, forse perchè troppo pessimista da una parte e troppo ottimista dall'altra...ma stamattina qualcosa mi dice che dovrei metterlo qui, anche solo per ricordarmi che tra tutte quelle note non pubblicate qualcuna deve farmi da memoria...scelgo questa sia perchè l'ultima sia perchè la più completa e assoluta...ma forse perchè in realtà è quella di più difficile comprensione e mi è sempre piaciuto essere criptico, in tal caso non mi serviranno parole per spiegarla o discuterla, è tutto qui in questi versi...ma non dimentico che queste sono solo parole e come tali vanno prese, perchè la realtà è ben altra cosa, più difficile e lunga di quanto le parole possano..."scrivere"]
     
     
     
     
    MIDNIGHT
     
     
    Ed era come se un pezzo del mio cuore fosse rimasto ancorato lì,
    in quel mare dalle mille meraviglie e le mille sofferenze.
    Avrei voluto credere di poter risalire e vedere la luce che quelle profondità avevano risucchiato,
    ma ormai non ci speravo più e continuavo a vagare in quel giardino d'autunno.
    Le foglie cadevano ai miei piedi ed io, incurante, camminavo e camminavo,
    senza pensare a quello che avrei perso uscendo,
    a come quel giardino sarebbe tornato fantastico una volta primavera.
     
    Ed ora sono qui, di fronte al portone che mi permetterebbe di uscire,
    incapace di aprirlo e di scappare via dalla vita che mi attanaglia.
    Allora mi siedo e attendo:
    qualcuno che lo apra dall'esterno
    o semplicemente l'inverno che finisca
    cercando di resistere alla fame che chiude lo stomaco,
    alla vita che squarcia il cuore.
    Allora resto qui e attendo:
    la morte che mi salverà.
    6/13/2009

    e io che pensavo di essermici abituato mi ritrovo di nuovo lì

     
    Fortuna che non era niente, la solita avventura e poi
    ci siamo fatti prendere le nostre storie buffe e noi
    l’autunno che era già finito, le foglie gialle ancora no
    e io non ero già partito per dove forse arriverò
    fortuna che non era niente, telefonami se vuoi
    usciamo con un po’ di gente o se ti va usciamo solo noi
    da quella sera all’improvviso inseparabili
    chiedendoci solo un sorriso e notti indimenticabili
    adesso non è più lo stesso e certe volte me ne andrei
    perché anche quando stai vicino mi manchi che neanche sai
    perché sto, distrutto che però sto bene, ora sto, quel male che però conviene
    perché so che piano piano sta cambiando, ora sto da solo che ti sto cercando
    manico coltello mano, un tris che hai sempre vinto tu
    ti vedo ma ti guardo piano per non cadere più
    in fondo la filosofia vivere come vuoi tu
    non è mai stata cosa mia, ti amo ma vorrei di più
    ti scappo ma non me ne vado, ti parlo e invece ti urlerei
    perché anche quando stai vicino mi manchi che neanche sai
    perché sto distrutto che però sto bene, ora sto male che però fa bene
    e non so se ti diverti o se ti manco, a me tanto
    ora non so se è il caso di toccare il fondo
    la pioggia cade sempre in basso, ma io però ti voglio adesso
    e non so, se è caldo, freddo oppure niente
    so che ti voglio ad occhi chiusi in mezzo a tante
    fortuna che non era niente, e allora spiegami perché
    sto qui insieme un po’ di gente fischiettando una che non c’è